strade dissestate


Una volta c’erano le gloriose Valli Bergamasche, gara massacrante da fare su e giù per mulattiere, campi, piste da cross. Oggi la gara non c’è più, ma non ce n’è forse neanche più bisogno: basta viaggiare per le nostre strade asfaltate.
Viaggiando in moto si è più dentro l’ambiente che in auto o in treno: si vede meglio il panorama, si vede quanto male guidino molti automobilisti e si vede, purtroppo, quanto spaventoso sia lo stato del nostro asfalto.
Ghiaietta, buche, crepe, banchine franate, restare in piedi è a volte un’impresa da abile pilota. Se gli automobilisti si domandano perché le moto viaggino al centro della carreggiata, lo sappiano: è per non scivolare fuori strada per le crepe sulle banchine. È una situazione generalizzata, che va dalla periferia cittadina alle strade statali, alle camionabili.
Per trovare una strada in condizioni decente bisogna seguire il percorso del Giro d’Italia: lo sport è l’oppio dei popoli, non è così?
Certo, non in tutte le province il degrado è lo stesso. A Piacenza le strade sono degne di una pista asiatica, ma passando nella provincia di Parma l’asfalto torna ad essere liscio. Non stanno meglio in Lombardia, per lo meno a Lodi ed a Milano, dove le strade sono una collezione di crepe e di buche.
Basta passare il confine per Francia o Svizzera per trovare le strade ricoperte di un bell’asfalto nero, liscio come il tappeto di un biliardo, delimitato da perfette strisce bianche e una segnaletica invidiabile. Era leggendaria la cattiva qualità dello scivoloso asfalto greco ma un amico di ritorno dalle vacanze in moto mi ha segnalato che anche lì le cose stanno migliorando e molte strade sono in ottime condizioni, così come in precedenza era successo con la Spagna.
Mi dispiace dirlo, ma le uniche infrastrutture che camminano all’indietro come un gambero sono quelle di questa sedicente potenza economica degli spaghetti che sta raggiungendo standard dell’Africa sub-Sahariana. Le nostre strade ormai dovremmo chiamarle piste.

Commenti

Acrostico ha detto…
E questa per chi viaggia in moto non è una novità, come non lo è il fatto che la segnaletica è posizionata secondo regole incomprensibili, solitamente dopo gli incroci, le rotonde, i bivi, mai o raramente prima. Aggiungiamo che al buio questi fantomatici cartelli sono raramente visibili ed il gioco è fatto.
Buon viaggio!
ste ha detto…
nel generale scatafascio le strade non sono peggio di altre realtà del paese. i treni stanno diventando da quarto mondo e il loro amministratore pensa a 4 classi e a sedili di pelle, altri pensano a buttare soldi in impossibili ponti...

tornando alle strade ormai è di regola la prudenza, pensare che dietro la curva ci può essere qualsiasi cosa, un cantiere, un semaforo, un ubriaco contro mano, la sabbia, i coriandoli dell'ultimo carnevale, un tedesco fermo a chiedere informazioni, una processione, una pecora addormentata, una voragine, la fine dell'asfalto...
MSOB83 ha detto…
ciao mi trovo d'accordo col suo post ! questa estate sono stato 15 giorni in Baviera e devo dire che al ritorno ho notato subito la differenza di asfalto ! è una vergogna !
Stefania ha detto…
Vieni a fare un giro a Catania allora :-)
Degne di una gara di enduro cross!!