Corsica Tour


Quante volte pensiamo in piccolo? Del tipo limitarci ad organizzare un week-end in moto immaginando un giretto fuori porta o un passo appenninico fino al mare, mentre mete più ambiziose come la Corsica o l’Isola d’Elba li releghiamo a progetti per le vacanze estive.
E perché mai? La Corsica dista meno di cinque ore di traghetto dai porti della Liguria e della Toscana. Il week-end, magari a partire dal venerdì, è quanto basta per regalarci un viaggio in paradiso fuori stagione.
È quello che pensavo venerdì mattina alle 8 al porto di Savona mentre imbarcavo la Stelvio sul traghetto che alle 13 mi avrebbe scaricato a Bastia. Non è il mio primo viaggio nella splendida isola francese, ma il primo in moto. Negli anni passati ne avevo visitato le coste in barca e la bella spiaggia di Santa Giulia con la famiglia. Ma non mi ero fatto un’idea precisa di quello che mi avrebbe aspettato in questo magnifico week-end su due ruote.
La Corsica come me la ero immaginata corrispondeva esattamente a quella trovata imboccata la strada del nord per Cap Corse (il dito a nord dell’isola) appena sceso dal traghetto nell’inebriante profumo di mare e di macchia mediterranea del mezzogiorno assolato. Strade morbide e sinuose senza l’ombra di traffico che attraversano paesi persi nel tempo, piccoli caffé e ristorantini tanto modesti quanto carichi di fascino piantati direttamente sulle spiaggette selvagge. Una sorta di costa azzurra degli anni sessanta scampata allo tsunami del turismo di massa.
I primi chilometri da Erbalunga a Macinaggio sono di una bellezza da sogno. Quando mi fermo a pranzare sotto una veranda di fronte al porticciolo di Macinaggio mi domando perché non vivo qui. La Stelvio bianca è parcheggiata lungo la strada a fianco di altre due Guzzi, la sorella NTX e una SP 1000 bianca e rossa. Di fronte a me barche da diporto e una pentola di cozze alla marinara.
Ma già alla partenza dopo il caffè, la Corsica mi si sarebbe rivelata molto più varia e selvaggia di quanto potessi immaginare. La strada che sale tortuosa sulla montagna verso la costa occidentale del “dito”, fra mulini a vento e pale eoliche, era solo un assaggio di quanto mi aspettava. Come tutti i motociclisti apprezzo le curve e le montagne, ma devo confessare che la mia Stelvio a pieno carico con valige, bauletto e passeggero (la mia zavorrina) mi rendeva ansioso di raggiungere il lungomare sull’altro lato dell’isola.
Avrei scoperto che sulla costa ovest il lungomare non esiste, sostituito da una splendida quanto selvaggia e interminabile aspra costa a picco sul mare. La strada è la più tortuosa che abbia mai calcato, con profonde baie, baiette, fiordi a seguire senza interruzione lungo curve a 180 gradi a trampolino sul mare senza il conforto di una protezione o, persino peggio, con la protezione di un un gradino che nel caso sarebbe d’aiuto solo al salto verso l’orrido. La vista è da mozzare il fiato ma anche da far tremare i polsi; ogni volta che spingo la moto verso il mare, magari su un fondo stradale dissestato coperto di breciolino, cerco di non lasciare cadere lo sguardo verso il basso - non sempre con successo. Nei punti più tortuosi la mia velocità scende a 25 km/h, e credo non passi mai i 50. In Corsica è impossibile non rispettare i limiti di velocità!
Attraverso paesi d’altri tempi abbarbicati sulla montagna, mi fermo spesso per rinfrancarmi con un caffè, e dopo un tempo che mi sembra infinito sfioro un enorme fabbricato abbandonato che anticipa il delizioso paese di Nonza e la sua gigantesca spiaggia luccicante dai colori cangianti a causa del contenuto di amianto che veniva estratto da queste parti.
Quando il sole si fa basso sul mare arrivo al paesino di villeggiatura di Saint Florent, una sorta di Saint Tropez in chiave minore, che è l’ideale per far tappa e chiudere il primo giorno. Purtroppo ho sottovalutato le dimensioni dell’isola e il progetto è di circumnavigarla per intero, per cui devo proseguire stanco ignorando il deserto Des Agriates e L’Ile Rousse per giungere con il buio al porto turistico di Calvi.

Il consiglio che mi sento di offrire è quello di dividere il tour della Corsica in due week-end, uno per il nord e il successivo per il sud, quelle che si riveleranno le due zone più affascinanti dell’isola.
Da Calvi si potrebbe intraprendere l’attraversamento delle montagne per tornare al porto di Bastia, senza perdere la bella cittadina di Corte, nel centro dell’isola, arroccata su un promontorio, per visitarne i vicoli.

Da Calvi la strada che segue la costa verso il sud si rivela se possibile ancora più sorprendente, selvaggia e paurosa di quella compiuta fino a qui. Non è difficile identificare sulle rocce sotto la strada a strapiombo i resti carbonizzati di automobili precipitate. Non molto incoraggiante. Questa strada conduce alle Calanches, uno dei punti turistici dell’isola, dove la stradina tortuosa immersa nella macchia mediterranea attraversa rocce rosse gigantesche scolpite dal vento e dall’erosione dove senza troppa fantasia si possono intuire forme di animali.
Oltre i paesi di mare di Porto e Cargese non c’è più molto da vedere da qui fino al sud. Non la città di Ajaccio, la più grande della Corsica, di cui è consigliabile evitare il traffico.

Il sud lo inauguriamo a Propriano, una buona occasione per rilassarsi sulla spiaggia e mangiare qualche cosa, e Sartene, una città fortificata ai piedi della montagna che attraverseremo per portarci al porto di Bonifacio, sicuramente la perla della Corsica. Dopo una strada sinuosa ma più veloce e divertente, ci appare all’improvviso il mare e l’immagine della città fortificata a picco sul mare. Bonifacio vale bene una tappa, uno struscio sul lungomare, una cena in un ristorantino del porto e la visita della città fortificata. Da non perdere prima che faccia buio la vista della vicina Sardegna e, avendone il tempo, anche un giro in barca per avere l’indimenticabile visione dal mare delle sue case costruite sulle alte scogliere.

Riprendendo la via del nord lungo la costa orientale si attraversano i punti più turistici dell’isola, come la spiaggia di Santa Giulia, il paese di Porto Vecchio e il Golfo di Pinarellu. Impraticabile durante l’estate, questa strada fuori stagione diventa persino piacevole, con la tentazione ad ogni spiaggia di fermare la moto, togliersi l’abbigliamento e farsi un bagno in un mare dalle tonalità caraibiche. Almeno fino alla città di Solenzara, da dove la strada si fa prima “insipida” e quasi brutta mano a mano ci si avvicina a Bastia dove si conclude la circumnavigazione dell’isola.

Un viaggio splendido, che sarebbe perfetto in quattro o cinque giorni, ma che può essere diviso con profitto in due week-end, uno per il nord di Cap Corse ed uno per il sud. Ancora più perfetto con una leggera supermotard, come un Ducati HyperMotard 796, una KTM SM 690, una Aprilia Dorsoduro.
Io e Lalla lo abbiamo percorso in 48 ore, utilizzando praticamente tutte quelle di luce per viaggiare (e anche qualcuna di buio), con molti rimpianti, molta stanchezza ed un bell’indolenzimento al posteriore. Ma con il proposito di tornare ad un’isola persa nel tempo ma vicina nello spazio, che ci ha preso il cuore.

Commenti

Lalla ha detto…
Prima di prendere il traghetto al volo, bellissimo anche il giro per le stradine di Bastia e del porto vecchio. Una Genova in miniatura nei suoi vicoli più malfamati e un melting pot di odori e di facce ben poco raccomandabili!
marco melillo ha detto…
bellissimo post, non credo avrò a breve un weekend lungo per approfittare di un giro simile, ma è uno dei posti papabili ai primi 3-4 giorni di ferie.

ciao
m.
Poldo ha detto…
Con una super motard è un po' difficile portarsi dietro i bagagli...
Blue Bottazzi ha detto…
...già non esiste la moto perfetta, tanto meno quella universale
ste ha detto…
ho girato la corsica in moto, in auto, in gommone, e per me resta in ogni caso un posto bellissimo, dove torno sempre volentieri, ogni volta scoprendo qualcosa di nuovo...
con il gs 1200, moglie e bagagli ho girato bene, certo senza correre, ma guidando in tranquillità, anche in considerazione della guida spericolata di molti corsi e di alcuni turisti...

sto giusto programmando una 4/5 giorni...
Blue Bottazzi ha detto…
Gli automobilisti corsi hanno una caratteristica singolare: non accendono i fari con il buio. Il motivo lo ignoro, ma girano a fari spenti. Un buon motivo per arrivare a destinazione prima del tramonto.
Unknown ha detto…
la feci in compagnia di altri bikers 14 anni fa, con la k 75 s che ancora tengo.però noi la girammo tutta, avevamo 15 giorhi di vacanza a dispo.bellissimo anche l'interno .mi ricordo ancora la straa che portava a Saleccia,degna di un KTM....alla fine mi son fatto il segno della croce per non essere caduto.e il paesino con la vista più bella mi pare si chiamasse Pino , sulla costa ovest, alto sul mare, ma con un tramonto.....bella la Corsica ( cara però nei prezzi ).bel giretto, bravo !
Anonimo ha detto…
Salve,
mi scuso in anticipo per il messaggio pubblico, ma non ho trovato un indirizzo email per un contatto privato; volevo sapere se era interessato ad inserire un link al ns portale di prenotazione traghetti online www.aferry.it
Nel caso lo fosse puo' contattarmi a mail@aferry.it
Grazie e buona giornata
Daniela
Oldie ha detto…
1.Il documentario è bellissimo; al momento pensavo a una vacanza di almeno una settimana: 48 ore in tutto mi sembrano davvero . . . pochine.

2.Non capisco come abbia fatto a convincere la signora Lalla a seguirla in moto e sulla sella del passeggero !

3.A riguardo della foto di gruppo a Porto Vecchio, si tratta di un moto club in gita o di un ricordo documentale dei motociclisti presenti all'imbarco ?
Blue Bottazzi ha detto…
48 ore praticamente in moto. La prossima volta mi limiterò a Cape Corse. La foto scattata vicino a Porto Vecchio è di un agriturismo per motociclisti.
Oldie ha detto…
"Classe di ferro".

Alle prossime imprese. . .!