Il ritorno della Stelvio


L'inverno è finito! Per la prima volta in questo 2009, sabato mattina premo il tasto rosso della messa in moto della Stelvio bianca, e dopo un secondo il bicilindrico canta di nuovo nelle mie orecchie. La prima uscita dell'anno è il sabato del villaggio, che suggerisce chissà quali avventure in attesa per una intera stagione di sole e di asfalto. Questa uscita è poi doppiamente speciale, perché per la prima volta dai miei 16 anni si è riunito il Bottazzi Team: in altre parole esco in moto con mio fratello, io con la Stelvio, lui con una bellissima KTM 690 Supermoto R nera con il telaio arancio, luminosamente nuova. L'ultima volta avevamo un Dingo Cross giallo io, una Beta da Cross rossa lui. Dedichiamo questi primi chilometri alle curve: prima la Val Nure, lungo la vecchia strada "alta" per Bettola, con l'asfalto sbriciolato e la neve ancora lungo i bordi. Poi attraversiamo verso la Val Trebbia lungo il breve ma tortuoso Passo del Bagnolo. La mia seconda stagione con la Stelvio mi fa scoprire come ormai mi sia assuefatto alle sue dimensioni generose ed al suo carattere esuberante. La piloto con naturalezza come se pesasse la metà dei chili e solo dopo molte curve mi accorgo che il motivo potrebbe essere che è scomparso completamente l'effetto on-off all'apertura del gas: mistero delle mappature Guzzi. Che sia la volta buona? Ma anche il Kappa Supermoto mi insegna qualche cosa. Vederla affrontare le curve con tutta naturalezza e tutto gas mi fa riflettere che alla fine la moto dovrebbe essere un mezzo di divertimento più che un mezzo di trasporto. Leggera, potente, poeticamente bella con la sua aria da uccellaccio nero che plana sulla strada per ghermire le curve, non le manca nulla che possa davvero servire.  A cosa servono più di settanta cavalli se pesi solo centosessanta chili? Le borse laterali? Se devi andare da qualche parte puoi sempre fissare uno zaino alla sella con un ragno (la reticella) per la spesa di sei euro. Ed un passeggero, su una moto, davvero non serve...
Quando la vedo partire in accelerata di fronte a me apro il gas e mi investe la potenza del bicilindrico, ma non mi pare di avvicinarmi molto. La Supermoto è nata per aggredire le curve strette e le strade tortuose ed è con nonchalance che arrivo alla Statale 45 staccato di diversi secondi. Annoto mentalmente di dare un'occhiata approfondita al Kappa 990 SMT, la nuova austriaca "turistica ma non troppo". 
Domenica mattina prendo in solitaria la SS45 ripromettendomi una colazione nella piazza assolata di Bobbio. Invece un traffico già sostenuto a Travo mi dirotta verso Bobbiano e poi la Pietra Parcellara, una stradina in salita tortuosa e con un fondo insidioso, ma che dopo aver scollinato verso la Val Luretta regala un paesaggio che per qualche chilometro compete con gli scorci delle Dolomiti. Neve sui campi, la spia del ghiaccio accesa sul cruscotto e persino quattro chilometri di strada bianca da affrontare prima di ritrovare la civiltà. Per la prima uscita dell'anno non c'è male. Ciao a tutti, sono tornato.

Commenti

Anonimo ha detto…
si torna a bordo! vila la bella stagione!