La strada della Forra (vale la sua leggenda?)


e no. Innanzi tutto bisogna arrivarci alla Strada della Forra, che si stacca dalla Gardesana SS45 bis all'altezza di Campione del Garda. Perciò bisogna arrivare al Lago di Garda.
La Gardesana del versante bresciano è una strada affascinante, a patto di non trovarla intasata di traffico. Il che esclude l'estate ed i festivi, quando è intasata da code di auto con targa tedesca.
E bisogna arrivare da Salò, il che significa traffico anche in qualsiasi altro periodo.
Ho provato a lungo a trovare una strada di una qualche bellezza per arrivare al Lago, ma non ci sono ancora riuscito. Sono un nemico giurato dell'autostrada in moto, ma arrivando dall'Emilia l'attraversamento del bresciano è una tale penitenza che me la sento di fare un'eccezione alla regola.

Suppongo che la provincia di Brescia sia una delle più popolose in Italia: ogni strada è trafficata e attraversa centri abitati uno dietro l'altro senza soluzione di continuo: ovunque ci sono case, capannoni industriali e centri commerciali, tangenziali ed automobili.
Attraversando il Po a Cremona, la prima parte dell'itinerario ha un suo vago fascino, un rettilineo nella piatta campagna del Val Padana cremonese; fino a che si arriva a Pontevico ed inizia il bresciano, ed allora addio: case, capannoni industriali, centri commerciali, tangenziali ed automobili.

Attraversata Brescia da sud a nord, conviene prendere per Lago di Garda verso Salò.
Ho provato a proseguire lungo la Val Trompia, ma la strada è un ininterrotto centro abitato per decine e decine di chilometri. La strada che svolta verso il lago d'Idro dopo Gardone Val Trompia è priva di ogni attrattiva, e ci traghetta sulla temibile SS 237, la strada per Madonna di Campiglio: un serpentone di traffico lento ed ininterrotto.
Solo giunti finalmente all'altezza di Storo si piega a destra in direzione Val di Ledro, si esce dal bresciano per entrare nel trentino, e d'un tratto il purgatorio diventa un paradiso, sulla magnifica salita della SS 240 che porta al bel Lago di Ledro (da cui poi si scende a Riva del Garda).
Mi è stata magnificata la strada del Passo del Crocedomini (ed il poco noto passo del Baremone, o del Baré), molto più a nord in Val Trompia, ma non ho ancora avuto modo di provarla. Volevo oggi, di ritorno da Ledro, ma pioveva e ho rinunciato.


Arrivati invece a Salò dalla strada che già in montagna si chiama SS45 bis (una numerazione curiosa, che richiama quella della lontana Val Trebbia), se non è giorno di traffico si inizia a risalire la affascinante strada del lungolago, che ci condurrebbe fino a Riva del Garda. Ma molto prima, subito dopo la lunga galleria di Campione, a sinistra si stacca la leggendaria Strada della Forra, che però non è segnalata con questo nome, ma semplicemente con un cartello per Tremosine.
Da questo bivio fino a Pieve di Tremosine si sviluppa la nostra strada.


Che è dunque bella? Bellissima. Ma è lunga solo 6 chilometri, il che più che una strada ne fa un'attrazione in stile Gardaland.
È strettissima, ed è a doppia corsia, per cui va percorsa a bassa velocità e con prudenza. Il suo scenario da favola, fra percorsi a picco sulle acque, galleria scavate a vivo, archi, rocce, ha bisogno di un minimo di solitudine per essere goduto. Io l'ho percorsa di sabato, in un circo di automobili targate Germania in entrambe le direzioni, qualche motociclista con velleità corsaiole (pochi, per fortuna) e qualche idiota che invece di rallentare suonava il clacson (per prenotare le curve, suppongo). Passano pochi minuti e già si arriva alla pizzeria, ed è esaurito il tour.

La discesa da Tremosine a Limone del Garda è priva di fascino, ed anche a provare a continuare a salire dopo Pieve si è gratificati da un bell'altipiano, ma subito ci si ritrova comunque a Tremosine.


Da come la vedo io, la Forra va interpretata come una deviazione della già bella gardesana. Si prende a sinistra dopo Campione, si arriva a Pieve di Tremosine, si gira attorno alla rotonda e si ridiscende per la stessa strada, tornando sulla 45 bis nello stesso punto in cui si era lasciata. E da qui si arriva fino alla punta nord del lago, a Riva del Garda.


Per il ritorno, dal momento che la riva orientale del Garda è poco interessante, da Riva si sale alla Valle del Ledro, dove si fa tappa per la notte, e si riprende poi per il lago d'Idro ed eventualmente il Crocedomini, su cui ancora non posso spendere un giudizio.

Oppure, da Riva si segue ancora il nord fino a Trento e poi l'Alto Adige.


Commenti

Motocicletas ha detto…
Sono stato impressionato con le immagini sembra essere una strada molto bella! Ho trovato sorprendente