generazione biker


La mia è una generazione biker. Quella dei teen-ager che a 14 anni ci tenevano ad essere promossi per meritarsi l’ambito premio del 50 cc da Cross. A me toccò un Dingo Cross Moto Guzzi giallo lucente, bello ma parte di una generazione di moto che finiva. Infatti l’anno successivo mio fratello divenne l’orgoglioso proprietario di un invidiabile Beta 50 a 5 marce rosso fuoco. Gli altri cinquantini in città erano il Gilerino beige, per qualche motivo chiamato Trial, il Fantic Motor Caballero, l’Aspes Navaho e qualche marca minore nazionale.
Una “marcia” in più l'avevano il Muller Zundapp e qualche rara moto motorizzata Sachs che rappresentavano comunque una rarità. Va detto che nonostante le coperture artigliate il cinquantino era il nostro mezzo di trasporto universale, approfittando di città ancora così poco intasate di traffico che i benzinai si trovavano praticamente sui marciapiedi. Certo, non si disdegnava un assaggio di fuoristrada, su e giù lungo ben noti affollati argini di Po.
A sedici anni avveniva la cerimonia del passaggio alla cilindrata superiore, il 125, e lì si cominciava a fare sul serio, su modelli con cui spesso avresti potuto affrontare tranquillamente competizioni di enduro (che allora si chiamava Regolarità). Perché andassero di moda moto “corsaiole” anziché più funzionali stradali tranquille non saprei dire; oltretutto erano due tempi davvero ruvide e scomode, ma questo è a tutt’oggi il destino delle motociclette: non essere molto sensate.
Io possedevo, a metà con mio fratello, una affascinante Husqvarna 125 da Cross che di stradale aveva giusto sì e no la targa; dal frastuono che usciva dalla marmitta potevi dire da che parte mi trovavo della città. Era arrivata gialla, ma dopo pochi mesi il serbatoio era già stato riverniciato in un modernissimo bianco con le fiancatine argentee. Già allora ero un outsider: le moto che andavano per la maggiore erano KTM ed SWM, con la rara eccezione di qualche Puch, Zundapp o, in montagna, di qualche trial marcata Ossa, Bultaco o Montesa.
Devo confessare che io sentivo già allora forte il fascino del rombo del 4 tempi e molto poco quello dei cavalli motore: se fosse dipeso da me, avrei avuto una demodé Morini Corsaro Scrambler 4 tempi, ed ero affascinato dal grosso monociclindrico della Ducati Scrambler.
A diciotto anni si tradiva la due ruote per la prima quattro ruote, spesso solo una 500 blu, una 2CV o una Mehari. Solo i figli di papà potevano permettersi di tenere entrambi i mezzi, magari una Morini 3 1/2 se non addirittura una giapponese, la Honda 400 Four (la più bella moto di tutti i tempi) o la Kawasaki Mach III.
La maggior parte di noi abbandonò le due ruote, per preoccuparsi di laurearsi e di vivere poi anni di precariato o disoccupazione. Solo ai primi segni di modesta agiatezza alcuni si ricordavano delle due ruote. Quasi tutti si sono ripresentati all’appuntamento con la moto all’avvicinarsi del mezzo secolo, forse perché è un momento della vita in cui ti accorgi che alcune cose forse le farai per l’ultima volta.
Ecco Bisio, che si compra una nuova Morini 9 1/2 nera proprio al compiere dei 50 anni, ecco Blue (il sottoscritto) che il giorno del suo 49° compleanno, approfittando della famiglia al mare, entra in un concessionario Moto Guzzi per portarsi via una affascinante Breva 750 touring nera, subito battezzata La Pimpa, compagna di tante soddisfazioni.
Così tutti ci siamo ritrovati, compagni di merende con il goliardico soprannome di 45ers Motor Grins, a darci appuntamenti nell’aria frizzante dalla mattina presto davanti al bar per scampagnate sugli Appennini o tour per i passi delle Alpi.

Commenti

Anonimo ha detto…
parlando di due ruote e di anni '70 non si può non fare un doveroso accenno ai vespisti. qui a genova la vespa era d'obbligo e si può dire che 50, primavera e gtr coprissero almeno il 90% delle due ruote.

la differenza non era poi così sottile: il 50 sino a 16 anni, doverosamente portato almeno a 90 cc e con la sella "lunga" per andare agevolmente in due.

il primavera per le ragazze. i ragazzi con il primavera erano sempre visti con un po' di sospetto... andava bene se lo avevano fregato alla sorella maggiore, meno bene se era proprio il loro... (nei primavera era rigorosamente sottratto da ignoti il carterino che copriva il motore. gli onesti andavano senza, gli altri se ne procuravano a loro volta un altro, solitamente di colore diverso...)

il gtr (e poi il tiesse) era invece per noi "giusti", un mezzo buono per tutte le stagioni, per viaggiare in città e fuori, per fare fuoristrada, per portare libri, zaini, sacchi a pelo, borse, sci, mobili...

rigorosamente senza casco, capelli al vento, come dimenticare le estate calde in riviera con una ragazza dietro, seni che ti puntano la schiena?

poi un giorno arriva la "cosa" depravazione della vecchia vespa, ed anche noi non siamo più così giovani. resistiamo per anni con l'ultimo tiesse, parte sempre, manutenzione zero, poi arriva anche lui al termine della strada...

che fare? la vespa la fanno di nuovo (o almeno le hanno ridato il suo nome dopo un periodo di sbandamento), scooter ce ne sono tanti, la scelta è ampia. ma noi, superati i 40 anni, facciamo un pensiero alla moto...

ma questa è un'altra storia...
Anonimo ha detto…
Beh che dire..
Di anni ne ho 52..
A 15 anni (dopo l'estate dei 14 passata a piangere e a vedere gli amici con il cinquantino) mi viene comprato in Ciao giallo... Sono andato in giro per tutta la provincia (e le strade erano sterrate;ricordo Prato Barbieri con la strada bianca) ed anche oltre.. fino a Chiavari.. a 16 il Corsarino tenuto per 2 anni e rovinato da un meccanico pazzo che stava dalle parti dei Gesuiti e che cercava di truccarlo.. dopo di che a 18 anni il buio.. Si la vespa del fratello.. o la Honda 250 sempre del fratello usata una volta per andare a Pavia all'Università.. 5 anni fa sono costretto a comprare uno scooter perchè rimango senza macchina.. da allora è cambiato tutto; esattamente un giorno in Val D'Aveto quando noto che i motociclisti salutano mio figlio in sella ad una Aprilia 125.. Lì decido che era il momento della moto.. E forse proprio perchè ti rendi conto che certe cose o le fai in quel momemnto o mai più... Soprattutto alla soglia dei 50..
Buon blog a tutti..
Unknown ha detto…
Avevo il Navaho rosso, 6 marce minarelli (elaborato pesantemente poi in seguito). Facevo cross, avevo 15 anni e adesso ne ho 50.
E le lacrime agli occhi...
Blue Bottazzi ha detto…
del Navaho ricordo un originalissimo color metallizzato argentato molto glamour...
Una moto splendida.
Anonimo ha detto…
Ciao Blue Bottazzi,
Interesting that we have common memories. I like that!
Have a look: http://hitthewave.wordpress.com/2009/10/30/261/

ZAOSAN from Grecia